La pianta della pitaya appartiene alla famiglia delle Cactaceae; si definisce pianta epifita, ciò significa che essa vive sopra ad altre piante che fungono da sostegno.

Il periodo di fioritura è piuttosto breve e generalmente avviene di notte. Per via della sua fioritura notturna questa pianta viene anche chiamata regina della notte. La fioritura di un singolo fiore dura circa 2 giorni.

Appartiene alla categoria di piante grasse infatti si tratta di un cactus con rami lunghi anche 6-12 metri, a portamento strisciante o ricadente.

Il frutto della pitaya

Quando si parla di pitaya bisogna puntualizzare che ne esistono tre tipi:

  • Hylocereus undatus (Pitaya dalla polpa bianca): frutto dalla buccia rossa con la polpa bianca. È il “frutto del drago” più diffuso.
  • Hylocereus costaricensis (Pitaya dalla polpa rossa, nots anche come Hylocereus polyrhizus): frutto dalla buccia rossa con la polpa rossa.
  • Hylocereus megalanthus (Pitaya gialla o Selenicereus megalanthus): frutto dalla buccia gialla con la polpa bianca.

 

Questi frutti possono essere lunghi da 5 fino a 12 cm con un diametro di 4-9 cm; il più diffuso è la pitaya rossa a polpa bianca.

La polpa è cremosa e ha un sapore che può essere paragonabile ad un mix di sapori tra kiwi, della pera e fico d’india. Il peso dei frutti può variare molto, dai 150 ai 600 grammi.

La pitaya è chiamata anche frutto del drago o dragon fruit perché ricorda una palla di fuoco, dal sapore esplosivo e ricco di proprietà benefiche.

Come utilizzare la pitaya in cucina

Il frutto del drago è ottimo tagliato a metà e mangiato al naturale con un cucchiaino, oppure condito con zucchero e limone.

La pitaya è utilizzata anche per preparare dei gustosi dessert, delle fresche macedonie e per preparare cocktail e frullati.

Con la polpa si prepara una succosa bevanda chiamata “agua de pitaya”, una bevanda a base di acqua fresca, zucchero e polpa frullata e setacciata di pitaya rossa con polpa rossa.

La leggenda della pitaya

Attorno alla pitaya aleggia una famosa leggenda. Si narra infatti che durante le battaglie tra i draghi sputafuoco e gli imperatori cinesi, i draghi, quando venivano sconfitti, cacciassero dalla bocca il frutto della pitaya.

Questo gesto era simbolo di sconfitta e un dono per la vittoria dell’avversario.

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